Estratto da: newitalianblood.com, ottobre 2008
La pittura di Ana Maria Laurent ha una straordinaria duttilità evocativa ed è di questa forza che l'artista - raggiunta dopo decenni di intensa attività una consapevole maturità espressiva - si serve per dialogare con il mondo. Il linguaggio simbolista che ha da sempre caratterizzato il suo percorso diventa, sul filo di un'inconsueta affabulazione, incontro di rilettura del presente e del vissuto, momento di meditazione, straordinaria occasione d'introspezione e viaggio nella galassia femminile, intima e fenomenica.
E' una pittura, quella di Ana Maria Laurent, che costantemente si ricollega ai giochi della memoria: i pensieri immaginifici delle sue donne si affollano sul crinale del sentimento e dell'emozione; l'immaginazione abbandona le suggestioni scenografiche che nel passato dominavano le sue composizioni e si identifica nella passione pulsante, a volte anche nel disagio e nella violenza, in una serie di sequenze incalzanti, trasfigurate dall'intensità dei contenuti e dalla forza della rappresentazione.
Disegno e colore - ma anche, fin dagli studi all'Accademia di Belle Arti di Buenos Aires negli anni dell'adolescenza, scultura ed intuizione concettuale - sono le cifre inconfondibili e coerenti dell'esperienza cromatica dell'artista: poche altre varianti oltre al rosso e al nero, esito moderno di orfismo pittorico senza tempo.
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